Weah: "Milan e Italia, abbiate pazienza coi giovani: mica nascono tutti Yamal. Io con Timothy..."
George Weah e l'appello alla pazienza con i giovani calciatori
In occasione di un evento a New York che ha riunito diverse leggende del calcio mondiale, l'ex attaccante del Milan George Weah ha espresso la sua opinione sullo stato attuale del calcio italiano e del club rossonero. Weah ha sottolineato l'importanza di concedere tempo e fiducia ai giovani talenti, evidenziando come la pressione immediata e la tendenza a escludere i giocatori dopo un singolo errore possano ostacolarne la crescita.
L'ex Pallone d'Oro ha tracciato un parallelo con la sua carriera, ricordando di essere arrivato in rossonero a 28 anni, un'età che gli ha permesso di affrontare San Siro con la giusta maturità. Ha inoltre invitato l'ambiente calcistico italiano a non pretendere che tutti i giovani siano subito dei fenomeni pronti, ma a supportarli attraverso un percorso di crescita graduale, citando come esempio il percorso formativo di suo figlio Timothy.
Infine, Weah ha commentato l'assenza dell'Italia dai Mondiali, definendola una fase ciclica da cui la Nazionale saprà riprendersi, e ha rivelato che durante la competizione il suo cuore sarà diviso tra gli Stati Uniti del figlio e il Brasile.























