Mondiale, tra biglietti costosi, controlli, perquisizioni e l'arbitro fermato: la situazione
Polemiche e caos alla vigilia dei Mondiali 2026
Il Mondiale di calcio 2026, in programma tra Stati Uniti, Messico e Canada, si preannuncia come uno dei più controversi della storia recente. A frenare l'entusiasmo dei tifosi sono soprattutto i prezzi astronomici dei biglietti e dei trasporti, che hanno lasciato invenduti quasi 180mila tagliandi. Le tariffe, in media cinque volte superiori rispetto a quelle di Qatar 2022, hanno spinto i procuratori di New York e del New Jersey ad avviare indagini sulla trasparenza dei prezzi dinamici applicati dalla FIFA.
Oltre ai costi proibitivi, a sollevare forti polemiche sono le rigide misure di sicurezza e i problemi burocratici legati ai visti d'ingresso negli USA. Diverse delegazioni e squadre, tra cui Senegal e Uzbekistan, sono state sottoposte a perquisizioni giudicate eccessive. Casi emblematici riguardano l'arbitro somalo Omar Artan, a cui è stato negato l'accesso nonostante un visto diplomatico, e le restrizioni imposte alla delegazione dell'Iran, costretta a spostare il proprio ritiro in Messico.
Anche i tifosi devono fare i conti con il diniego dei visti, come accaduto a numerosi sostenitori marocchini. Nel frattempo, in Messico si registrano proteste sociali da parte di cittadini e associazioni che accusano il governo di aver dato priorità alle spese per il torneo rispetto ai bisogni primari della popolazione, definendo l'evento come un'esclusiva per le élite.























