Rivera: "Il calcio di oggi? Troppi passaggi all'indietro e troppo potere ai procuratori"
Gianni Rivera e le critiche al calcio moderno
La leggenda del Milan e della Nazionale italiana, Gianni Rivera, tornerà all'Estadio Azteca di Città del Messico su invito del presidente della FIFA Gianni Infantino per l'inaugurazione del prossimo Mondiale. L'Azteca è lo storico scenario della celebre semifinale del 1970, Italia-Germania 4-3, decisa proprio da una rete di Rivera.
Nell'intervista, Rivera riflette su come il calcio sia cambiato, criticando l'eccesso di passaggi all'indietro nel gioco moderno e, soprattutto, il potere sproporzionato assunto dai procuratori. Secondo l'ex Pallone d'Oro, l'influenza degli agenti penalizza la crescita dei giovani talenti italiani, poiché i club preferiscono affidarsi a dinamiche esterne piuttosto che investire nei propri vivai.
Infine, in vista delle imminenti elezioni per la presidenza della Federcalcio (FIGC), Rivera esprime il suo chiaro sostegno a Giancarlo Abete rispetto a Giovanni Malagò, condividendo i punti del suo programma incentrati sulla riforma dei campionati e sulla valorizzazione dei giovani calciatori.























