Mancini: "Vialli? Quando è morto è stato come perdere un fratello. Fu speciale anche all'Europeo"
Mancini si racconta al Festival di Parma: il ricordo di Vialli e il futuro
Durante il Festival della Serie A a Parma, l'ex commissario tecnico della Nazionale italiana, Roberto Mancini, ha ricevuto il premio come tecnico leggendario. Nel corso del suo intervento, Mancini ha dedicato parole di profondo affetto a Gianluca Vialli, descrivendolo come un fratello e un punto di riferimento insostituibile. Ha ricordato l'iconico abbraccio a Wembley dopo la vittoria di Euro 2021 e gli anni straordinari vissuti insieme alla Sampdoria.
Mancini ha ripercorso i momenti chiave della sua carriera, parlando dell'esperienza doriana sotto la guida di Boskov e accarezzando l'idea di un futuro ritorno alla Sampdoria, un desiderio condiviso a suo tempo con Vialli. Ha inoltre commentato il talento di Mario Balotelli, definendolo un ottimo ragazzo che purtroppo ha frenato la propria carriera a causa di scelte personali sbagliate, e ha elogiato lo straordinario cammino dell'Italia a Euro 2021, culminato in 37 risultati utili consecutivi.
Infine, l'ex ct ha espresso nostalgia per non aver mai disputato la fase finale di un Mondiale da giocatore e ha lasciato aperta una porta per il futuro, ammettendo che gli manca ancora qualcosa nella sua carriera da allenatore. Ha concluso con un ricordo affettuoso di Sven-Göran Eriksson e del presidente dell'Inter Massimo Moratti.























