Malinovskyi: "I miei in Ucraina sotto missili e droni. Ricordo la mia caviglia spezzarsi come un grissino"
L'addio all'Italia di Ruslan Malinovskyi: il trasferimento al Trabzonspor
Dopo sei anni e mezzo trascorsi in Italia tra Atalanta e Genoa, il centrocampista ucraino Ruslan Malinovskyi saluta la Serie A per trasferirsi a parametro zero al Trabzonspor, in Turchia. Il calciatore ha espresso la sua gratitudine verso i tifosi genoani e bergamaschi, sottolineando come l'Italia sia ormai diventata la sua seconda casa, dove continueranno a vivere la moglie e la figlia.
Nell'intervista di addio, Malinovskyi ha ripercorso i momenti chiave della sua carriera italiana, smentendo le voci di dissapori con Gian Piero Gasperini ai tempi dell'Atalanta e ricordando la straordinaria cavalcata europea del 2020, sfiorando la semifinale di Champions League contro il PSG. Ha inoltre espresso parole di stima per l'ambiente rossoblù, dicendosi fiducioso per il futuro del club ligure.
Il centrocampista ha poi affrontato temi più personali e drammatici, come la difficile situazione della sua famiglia rimasta in Ucraina sotto la minaccia costante di droni e missili. Infine, ha ricordato il grave infortunio alla caviglia subìto a Venezia, descrivendo il panico di quel momento e ringraziando lo staff medico che gli ha permesso di rientrare in campo in soli 149 giorni, superando ogni aspettativa.





















