Il semaglutide è doping? La Wada lo inserirà nella lista dei farmaci proibiti nel 2028, ma il problema rimane. Il caso di Serena Williams
Il dibattito sull'uso di semaglutide e farmaci GLP-1 nello sport
Il ritorno sotto i riflettori dell'ex numero uno del tennis mondiale, Serena Williams, testimonial di un noto farmaco GLP-1, ha riacceso il dibattito sull'uso di sostanze come il semaglutide (contenuto in farmaci come Ozempic e Wegovy) e la tirzepatide nello sport. Questi medicinali, nati per curare il diabete e l'obesità, riducono drasticamente la massa grassa, migliorando potenzialmente le prestazioni atletiche.
L'Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) tiene sotto osservazione queste molecole dal 2024 e deciderà entro il 2028 se inserirle tra le sostanze proibite. Tuttavia, l'eventuale bando potrebbe non risolvere il problema: questi farmaci verrebbero probabilmente classificati come "sostanze specifiche", rendendoli comunque accessibili agli atleti provvisti di un'esenzione a fini terapeutici (TUAE).
Questo meccanismo rischia di replicare le disparità già viste con i farmaci per l'ADHD (come il Ritalin). Mentre in Europa le agenzie antidoping difficilmente concedono esenzioni per queste sostanze, in altri Paesi, come gli Stati Uniti, le autorizzazioni vengono rilasciate più facilmente, creando evidenti squilibri e disparità di trattamento a livello internazionale.






















