Fabregas: "Calcio triste con quella merda di social e telefonini, tutti difendono bene ma pochi attaccano. Voglio aiutare l'Italia con più italiani nel mio Como"
La visione di Cesc Fabregas sul calcio moderno e la società digitale
In un'intervista concessa a Il Corriere della Sera, l'allenatore del Como Cesc Fabregas ha espresso una profonda riflessione sullo stato attuale del calcio e sull'impatto della tecnologia sui giovani. Lo spagnolo ha criticato l'uso eccessivo di smartphone e social media, colpevoli a suo dire di sottrarre tempo alla creatività e alla socializzazione reale dei ragazzi, limitando anche la loro capacità di concentrazione e di gestione degli errori.
Dal punto di vista tattico e sportivo, Fabregas ha evidenziato come il calcio moderno sia diventato eccessivamente schematico e difensivo, lasciando poco spazio all'estro e al talento individuale. Ha inoltre lamentato la mancanza di pazienza nel percorso di crescita dei giovani calciatori e la tendenza a esonerare troppo rapidamente gli allenatori, citando la gestione dell'Arsenal con Mikel Arteta come esempio virtuoso di programmazione a lungo termine.
Infine, il tecnico ha espresso il desiderio di voler contribuire alla rinascita del movimento calcistico italiano, auspicando l'inserimento di un maggior numero di giocatori locali all'interno della rosa del Como, soprattutto in vista dell'impegnativa stagione europea, e sottolineando l'importanza degli investimenti nel settore giovanile.






















