F1 | Una questione di... linea: perché così tanti piloti sono stati penalizzati per la velocità in pit lane
Il caso delle penalità in pit lane a Monaco: una questione di traiettoria
Durante il Gran Premio di Monaco si è registrato un numero insolitamente alto di penalità per eccesso di velocità nella pit lane, con ben undici infrazioni rilevate nel corso del fine settimana. La particolarità di queste sanzioni risiede nel fatto che, in molti casi, il superamento del limite è stato di appena 0,1 km/h, spingendo la FIA a effettuare verifiche sulla taratura dei sensori, che sono comunque risultati perfettamente funzionanti.
Secondo la Federazione e i team, il problema non è legato a un malfunzionamento dei limitatori di velocità delle monoposto, bensì alla traiettoria scelta dai piloti all'ingresso della corsia box. Tagliando leggermente la linea d'ingresso per accorciare il percorso, le vetture attivano i sensori annegati nell'asfalto in modo tale da far risultare una velocità media calcolata leggermente superiore al limite consentito.
Piloti come Lewis Hamilton e Oscar Piastri sono stati sanzionati proprio a causa di questa dinamica. Di conseguenza, scuderie come Mercedes e McLaren hanno prontamente avvisato i propri piloti in pista, tra cui Andrea Kimi Antonelli, invitandoli a non tagliare eccessivamente la linea d'ingresso per evitare ulteriori penalità.




















