"Più di 5000 sospesi nel vuoto. Mio fratello mi cercò tra i cadaveri": l'incubo Heysel vissuto da un tifoso della Juve
L'incubo dell'Heysel nel racconto di un sopravvissuto
In occasione del 41° anniversario della tragedia dello stadio Heysel di Bruxelles, in cui persero la vita 39 persone prima della finale di Coppa dei Campioni del 1985 tra Juventus e Liverpool, il tifoso bianconero Gianni Carpitelli ha condiviso la sua drammatica testimonianza. All'epoca diciassettenne, Carpitelli si trovava nel famigerato settore Z insieme al fratello Enrico, vivendo in prima persona i momenti di panico generati dalla carica degli hooligans inglesi e dal successivo cedimento della gradinata.
Durante il racconto, Carpitelli ha ripercorso la sua miracolosa fuga sulla pista di atletica e il successivo, paradossale arresto da parte della gendarmeria belga, che lo ha trattenuto per ore prima di rilasciarlo senza documenti né denaro. Nel frattempo, il fratello maggiore ha vissuto ore di angoscia cercandolo persino tra i cadaveri, mentre la famiglia in Italia lo ha creduto morto per due giorni prima del suo ritorno a casa.
A distanza di decenni, il testimone riflette sulle gravi carenze organizzative e sulla decisione dell'UEFA di far disputare comunque l'incontro, definendo quella vinta dalla Juventus "una coppa intrisa di sangue". Pur avendo continuato a seguire la squadra negli anni successivi, Carpitelli esprime la speranza che le moderne misure di sicurezza impediscano per sempre il ripetersi di simili drammi.























