La prima sfida di D’Amico: 60 milioni di plusvalenze per i parametri Uefa. Ed ecco chi può essere ceduto
La Roma e la sfida dei 60 milioni di plusvalenze entro il 30 giugno
Il nuovo direttore sportivo in pectore della Roma, Tony D'Amico, si trova ad affrontare un'importante sfida finanziaria. Entro il 30 giugno, il club giallorosso dovrà generare circa 60 milioni di euro di plusvalenze per rispettare i parametri del settlement agreement firmato con la Uefa nel 2022, necessario per rientrare nei limiti della "football earning rule".
I principali indiziati per fare cassa sono Manu Koné ed Evan Ndicka, con valutazioni che si aggirano rispettivamente sui 40-50 milioni e 35 milioni di euro. In alternativa, per ottenere plusvalenze nette, la società potrebbe considerare la cessione di elementi come Pisilli o il portiere Svilar, mentre una partenza di Soulé risulta più complessa a causa del suo attuale valore a bilancio.
La scelta di affidare la direzione sportiva a D'Amico, destinato a succedere a Frederic Massara, riflette la sua esperienza nel realizzare importanti plusvalenze, come già dimostrato durante i suoi mandati al Verona e all'Atalanta con le cessioni redditizie di giocatori del calibro di Hojlund, Retegui e Koopmeiners.





















