Il pagellone del Giro d'Italia: Vingegaard non è Pogacar? Non è colpa sua (10 e lode). Pellizzari senza voto
Il pagellone del Giro d'Italia: trionfo per Vingegaard, insufficienza al ciclismo italiano
Il bilancio del Giro d'Italia si chiude con le tradizionali pagelle ai protagonisti della corsa rosa. Jonas Vingegaard ottiene il massimo dei voti (10 e lode) per la sua netta vittoria e la gestione della corsa, affiancato dall'ottima prestazione della rivelazione portoghese Afonso Eulálio (voto 9), maglia bianca a Roma. Buone prove anche per Felix Gall, Jay Hindley e Paul Magnier, tutti valutati con un 8,5.
La nota dolente riguarda il ciclismo italiano, che riceve un pesante 5. La Federazione viene criticata per quello che viene definito il peggior risultato in 109 edizioni della corsa: nessun corridore azzurro si è classificato nei primi sette posti e il podio manca ormai da cinque anni. Tra le individualità si salvano Damiano Caruso e Alberto Bettiol (voto 8), oltre a Jonathan Milan che artiglia un 7 grazie al riscatto nella tappa finale.
Infine, il pagellone riserva un'insufficienza (voto 4) ad alcuni team World Tour accusati di aver sottovalutato l'importanza del Giro, mentre assegna un 10 convinto ai tifosi e alla regione Friuli-Venezia Giulia per lo straordinario calore e l'impeccabile organizzazione dimostrati lungo il percorso.






















