Il bel Luis Enrique fa sua una non bella finale: non si rinfacci a Inzaghi la tattica di Arteta
Il Paris Saint-Germain si conferma campione d'Europa ai rigori contro l'Arsenal
Il Paris Saint-Germain ha conquistato la sua seconda Champions League consecutiva superando l'Arsenal ai calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano conclusi sul punteggio di 1-1 con le reti di Havertz e Dembélé. L'errore decisivo dal dischetto del difensore dei Gunners Gabriel ha consegnato il trofeo alla squadra guidata da Luis Enrique, al termine di una finale intensa ma non particolarmente spettacolare.
La sfida ha visto l'Arsenal di Mikel Arteta adottare una tattica molto accorta e cinica, basata sulle ripartenze, che ha quasi permesso ai londinesi di centrare uno storico "Double" dopo la vittoria della Premier League. Questo atteggiamento tattico suggerisce un parallelismo con l'Inter di Simone Inzaghi, evidenziando come l'approccio pragmatico degli inglesi sia stato efficace nel contenere i campioni in carica, pur non bastando per il successo finale.
Tra le scelte dei due allenatori spiccano l'inserimento a sorpresa di Havertz per l'Arsenal e la decisione di Luis Enrique di schierare Safonov in porta al posto di Chevalier, lasciando Gianluigi Donnarumma fuori dai giochi. Con questa vittoria, il tecnico spagnolo festeggia la sua terza Champions League in carriera, confermando la solidità del progetto parigino.






















