"Heysel, mio padre morto per salvare un bambino e la lotta all'ignoranza vista anche in Toro-Juve"
La memoria dell'Heysel e l'eredità di Roberto Lorentini
A quasi quarant'anni dalla tragedia dell'Heysel del 29 maggio 1985, in cui persero la vita 39 persone prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, Andrea Lorentini, presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime, ricorda il sacrificio del padre Roberto. Medico di professione, Roberto Lorentini si era inizialmente messo in salvo, ma scelse di tornare indietro per assistere un bambino di 11 anni, perdendo la vita nel tentativo. Per questo gesto eroico gli è stata conferita la medaglia d'argento al valore civile.
Oggi, l'Associazione si impegna attivamente nelle scuole per promuovere i valori del rispetto, dell'altruismo e del fair play, contrastando l'ignoranza e le offese che ancora oggi si registrano in alcuni stadi italiani. Andrea Lorentini sottolinea l'importanza di spostare il focus del dibattito dalle polemiche sportive alla memoria delle vittime, considerate un patrimonio di dolore dell'intero Paese e non solo della tifoseria bianconera.
Infine, viene evidenziato il valore del disegno di legge per l'istituzione di una giornata nazionale in memoria delle vittime dell'Heysel, un'iniziativa ritenuta fondamentale per responsabilizzare le istituzioni, le società sportive e l'opinione pubblica contro la violenza nello sport.























