F1 | Il rebus di Monaco: aiuta l'elettrico, ma avere troppa energia può diventare un problema per il turbo
Il paradosso di Monaco: troppa energia elettrica rischia di penalizzare il turbo
Il Gran Premio di Monaco presenta una sfida tecnica inedita per le scuderie di Formula 1 legata alla gestione dell'energia. A differenza del Canada, la FIA ha concesso per il weekend monegasco il limite massimo di 9 MJ di ricarica in qualifica. Tuttavia, la facilità con cui si può rigenerare energia tra le frenate e le curve lente del circuito cittadino rischia di rivelarsi controproducente, creando un surplus difficile da gestire per le power unit.
Il problema principale risiede nell'interazione tra la parte elettrica e il turbocompressore. In assenza dell'MGU-H, l'MGU-K viene utilizzato per creare un carico artificiale sul motore termico, aiutando il turbo a salire di giri e riducendo il turbo-lag in uscita dalle curve lente. Se la batteria si ricarica troppo rapidamente e raggiunge il limite di capacità, l'MGU-K smette di accumulare energia, privando il turbo di questo supporto fondamentale e penalizzando l'accelerazione della monoposto.
Secondo i piloti, questa dinamica richiederà uno sforzo di adattamento nella guida e nella gestione del software. Oscar Piastri ha evidenziato come la Ferrari potrebbe essere favorita in questo scenario grazie a un turbo più piccolo e meno sensibile a questo fenomeno, mentre molti piloti potrebbero essere costretti a utilizzare maggiormente la prima marcia per mantenere alti i giri del motore e mitigare il ritardo di risposta del turbo.























