Dazn e Sky, i giorni amari
La crisi della Serie A vista dai broadcaster
L'editoriale analizza la complessa situazione dei diritti televisivi del calcio italiano, evidenziando il crescente malcontento dei principali broadcaster, DAZN e Sky. A fronte di investimenti annuali rilevantissimi — pari rispettivamente a 700 e 200 milioni di euro — le emittenti si trovano a fare i conti con un campionato di Serie A che fatica a mantenere alto il proprio livello di attrattività.
Viene criticata la situazione attuale dei grandi club come Milan, Juventus e Inter, caratterizzata da incertezze di mercato, ridimensionamenti finanziari e ritardi nella programmazione sportiva. Questa mancanza di competitività e di grandi colpi di mercato rischia di alimentare il fenomeno delle disdette da parte degli abbonati, minando la sostenibilità economica dell'intero sistema calcio.
Attraverso una personificazione delle due piattaforme televisive, l'analisi mette in luce il timore di un progressivo e inesorabile declino del prodotto calcistico nazionale, con i broadcaster costretti a pagare cifre elevate per uno spettacolo ritenuto non più all'altezza delle aspettative e dei costi sostenuti.























