Ciclismo, il Veneto e la penuria di campioni al Giro d'Italia: gli ex assi spariti dalla strada ora sono direttori sportivi
La crisi del ciclismo italiano tra ammiraglie d'eccellenza e penuria di corridori
Il ciclismo in Veneto e in tutta Italia sta vivendo un paradosso: se da un lato abbondano i direttori sportivi di alto livello alla guida delle ammiraglie dei top team (come Baldato, Tosatto e Pellizotti), dall'altro scarseggiano i corridori in grado di competere per le posizioni di vertice in corse importanti come il Giro d'Italia.
Secondo l'ex campione olimpico e iridato Silvio Martinello, questa situazione riflette una profonda crisi dei vivai giovanili. Tra le cause principali figurano la percezione di pericolosità delle strade, che allontana le famiglie dallo sport, la carenza di strutture sicure per gli allenamenti e la mancanza di risorse economiche e organizzative per sostenere le società locali.
Senza un ricambio generazionale tra i dirigenti e un supporto concreto alle realtà di base, invertire questa tendenza negativa sarà estremamente difficile, lasciando il movimento italiano privo di nuovi talenti in grado di raccogliere l'eredità dei grandi campioni del passato.























